Accertamento e riscossione tributi: capitale sociale dei soggetti privati

                   

    

30 MAG 2022 Nulla osti alla possibilità di effettuare aumenti di capitale senza nuovi apporti in denaro da parte dei soci, purché non venga meno il requisito del precedente “versamento” in denaro nelle casse sociali degli importi che si intende imputare a capitale. (MEF – Risoluzione 26 maggio 2022, n. 4/DF)

Presso il ministero delle Finanze è istituito l’Albo dei soggetti privati abilitati a effettuare attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle Province e dei Comuni.
Per l’iscrizione nell’albo, o nella sezione separata del medesimo albo, sono richieste misure minime di capitale interamente versato in denaro o tramite polizza assicurativa o fideiussione bancaria (art. 1, comma 807, legge 160/2019).
Al riguardo, sono pervenuti dalle società operanti nel settore dell’accertamento e della riscossione dei tributi locali diversi quesiti aventi ad oggetto questioni riguardanti la composizione del capitale sociale come sopra prescritta.
E’ stato chiesto in particolare se l’aumento gratuito di capitale realizzato attraverso la destinazione di utili non distribuiti o di altre riserve statutarie soddisfi il dettato normativo che richiede che il capitale sociale risulti interamente versato in denaro (qualora le società non intendano accedere, ove consentito dalle norme codicistiche, alle altre opzioni di costituzione con polizza assicurativa o fideiussione).
Il MEF ha chiarito che nulla osti alla possibilità di effettuare aumenti di capitale senza nuovi apporti in denaro da parte dei soci, purché non venga meno il requisito del precedente “versamento” in denaro nelle casse sociali degli importi che si intende imputare a capitale. In tale ottica, pertanto, potranno essere utilizzate le riserve per versamenti effettuati dai soci come, a titolo d’esempio, i versamenti in conto capitale, le riserve da soprapprezzo azioni, e tutte quelle riserve per le quali sia possibile attestare incontrovertibilmente, documentando ciò nella delibera assembleare, la provenienza da precedenti versamenti in denaro affluiti nelle casse sociali. Ancora, in tale prospettiva, si precisa che sono ammessi gli aumenti di capitale effettuati a seguito della costituzione di riserve derivanti da rinuncia ai crediti da parte dei soci, purché, anche in tal caso, risulti documentato dalla delibera di aumento il precedente versamento in denaro oggetto di rinuncia.

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