Agevolazione prima casa esclusa per i soci della società semplice

                               

    

14 GIU 2022 I soci di una società semplice che utilizzano l’immobile di proprietà della società come abitazione principale, non possono fruire dell’agevolazione prima casa (Corte di Cassazione – ordinanza 08 giugno 2022, n. 18554).

La disciplina che ha introdotto l’esenzione della prima casa di abitazione dall’ICI a decorrere dal 2008, il D.L. n. 93/2008, postula che il soggetto passivo che ne può beneficiare sia una persona fisica e non una persona giuridica. È da escludere, dunque, la sussistenza dei presupposti perché la società possa beneficiare dell’agevolazione in oggetto, in ragione dell’obbligo di stretta interpretazione delle disposizioni in materia di agevolazione. Ai sensi dell’art. 14 delle disposizioni sulla legge in generale, infatti, l’applicazione analogica è esclusa, oltre che per le leggi penali, per quelle che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi. In materia tributaria sono da considerare eccezionali le norme di favore, quali le esenzioni, le agevolazioni, i condoni.

La società, sia pure semplice, comunque costituisce un soggetto autonomo e diverso dalle singole persone fisiche che la costituiscono e pertanto a nulla vale il rilievo di parte ricorrente che sostiene di essere una società a mero scopo di godimento invocando l’applicazione della disciplina sulla comunione richiamata dall’art. 2248 c.c.

Nel caso di specie, la società ricorrente risulta proprietaria di una tettoia e di un’abitazione. Gli immobili sono alla stessa intestati e dall’atto costitutivo emerge che l’acquisto di immobili è una delle finalità della società e che per raggiungere tale scopo, essa può compiere tutte le operazioni mobiliari, immobiliari, commerciali e finanziarie, necessarie o utili per il conseguimento dell’oggetto sociale.

A riguardo, i giudici della Corte hanno avuto già modo di chiarire che non sussistono i presupposti per usufruire dell’esenzione, in ragione dell’obbligo di stretta interpretazione delle norme agevolative, quale deroga al regime ordinario di imposizione tributaria. Assume rilievo determinante il fatto che la società semplice, è un soggetto giuridico diverso dai soci, creato con specifiche finalità, mentre il regime agevolativo impone che il beneficio sia concesso a persone fisiche, proprietarie di immobili o titolari di diritti reali, che utilizzano il bene con le finalità peculiari indicate dalla norma. Non è controverso, infatti, che la proprietà degli immobili oggetto di accertamento appartiene alla società semplice. I soci risultano titolari solo di una quota ideale, e non sono titolari diritti reali sullo specifico immobile utilizzato come abitazione principale, essendo quindi irrilevante che abbiano trasferito la propria residenza nello stesso e che lo utilizzino come abitazione del proprio nucleo familiare.

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