AUU ai cittadini extra-Ue: titoli di soggiorno validi

    

                                            

    

27 LUG 2022 L’Inps ha fornito indicazioni sui titoli di soggiorno utili ai fini del riconoscimento dell’assegno unico e universale per i figli a carico in favore dei cittadini extracomunitari (Inps – Messaggio 25 luglio 2022, n. 2951)

Ai fini del riconoscimento dell’assegno unico e universale per i figli a carico il richiedente deve possedere determinati requisiti di cittadinanza e soggiorno.
In particolare, per i cittadini di uno Stato non appartenente all’Unione europea, è richiesto il possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o la titolarità di permesso unico di lavoro che autorizzi a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o di permesso di soggiorno per motivi di ricerca che autorizzi a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi.
L’Inps ha chiarito (circolare n. 23 del 9 febbraio 2022) che sono inclusi tra i soggetti potenziali beneficiari della beneficio:
– gli stranieri apolidi, rifugiati politici o titolari di protezione internazionale equiparati ai cittadini italiani;
– i titolari di Carta blu, “lavoratori altamente qualificati”;
– i lavoratori di Marocco, Algeria e Tunisia per i quali gli accordi euromediterranei tra l’Unione europea e tali Paesi prevedono il generale diritto alla parità di trattamento con i cittadini europei;
– i lavoratori autonomi titolari di permesso di cui all’articolo 26 del T.U. sull’immigrazione, per i quali l’inclusione tra i potenziali beneficiari dell’assegno è motivata dalla circostanza che la norma non discrimina il lavoro autonomo da quello dipendente.
Con riferimento ai “familiari” di cittadini dell’Unione europea (UE), sono inclusi i titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente ovvero i titolari di carta di soggiorno o carta di soggiorno permanente.
Sono, inoltre, inclusi i familiari extra UE di cittadini stranieri che siano titolari di un permesso di soggiorno per ricongiungimento al familiare.

Con il Messaggio n. 2951/2022 l’Inps ha specificato che in aggiunta ai suddetti titoli di soggiorno, ai fini del riconoscimento dell’A.U.U. devono ritenersi utili i seguenti permessi:
– lavoro subordinato di durata almeno semestrale;
– lavoro stagionale di durata almeno semestrale;
– assistenza minori (rilasciato ai familiari per gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico e tenuto conto dell’età e delle condizioni di salute del minore che si trova nel territorio italiano);
– protezione speciale (rilasciato laddove sussistano pericoli di persecuzione o tortura in caso di rientro nel Paese di origine);
– casi speciali (rilasciato a soggetti nei cui confronti siano state accertate situazioni di violenza o di grave sfruttamento).

Permessi non validi

Non possono invece essere inclusi nella platea dei beneficiari i titolari dei seguenti permessi:
– attesa occupazione;
– tirocinio e formazione professionale;
– studio;
– studenti / tirocinanti / alunni;
– residenza elettiva;
– visite, affari, turismo.

Permessi di soggiorno in fase di rinnovo

Ai fini della gestione delle istanze di riesame presentate dagli interessati in seguito a una domanda respinta per la scadenza del titolo, può essere altresì ritenuta valida la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno, poiché gli effetti dei diritti esercitati nelle more del procedimento di rinnovo cessano solo in caso di mancato rinnovo, revoca o annullamento del permesso in questione.

Cittadini del Regno Unito

Con riferimento ai cittadini del Regno Unito, ai fini dell’accesso alle prestazioni assistenziali a sostegno della famiglia (compreso l’assegno unico e universale), questi devono considerarsi equiparati ai cittadini dell’Unione europea se residenti nel territorio nazionale entro il 31 dicembre 2020. Pertanto, qualora nei confronti dei suddetti cittadini risulti accertato il requisito della residenza anagrafica entro e non oltre il 31 dicembre 2020 (attraverso le verifiche automatizzate sull’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente – ANPR o altri archivi anagrafici), non sono richiesti ulteriori titoli di soggiorno legale diversi da quelli già posseduti a tale data.
Diversamente, nei confronti dei cittadini del Regno Unito non residenti nel territorio nazionale entro il 31 dicembre 2020, che presentino istanza di assegno unico e universale, si applicano le disposizioni dettate in materia di documenti di soggiorno per i cittadini extracomunitari.

Verifica dei requisiti

Dietro presentazione della domanda telematica di assegno unico e universale, il possesso dei suddetti requisiti di cittadinanza viene verificato in sede di istruttoria automatizzata con la consultazione dell’archivio Pe.So., che viene alimentato con un flusso di informazioni sui titoli di soggiorno rilasciati o rinnovati, proveniente dal Ministero dell’Interno, in base ad apposita Convenzione stipulata con l’Istituto.
A integrazione della verifica del possesso del titolo idoneo, laddove in prima analisi l’archivio Pe.So. non restituisca informazioni utili, il processo di istruttoria automatizzata sarà perfezionato con la consultazione dell’archivio delle comunicazioni obbligatorie (Unilav) trasmesse dal datore di lavoro.
In assenza di riscontri sui suddetti archivi in ordine al possesso di titoli di soggiorno, la posizione verrà posta in stato di “Evidenza” alla Struttura territoriale e il cittadino riceverà apposita comunicazione contenente l’invito a presentare la documentazione necessaria per l’esame della domanda.

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