Bonus carburante: chiarimenti dal Fisco

    

                                            

    

15 LUG 2022 L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 14 luglio 2022, n. 27/E ha fornito chiarimenti sul bonus carburante, di cui all’art. 2, D.L. n. 21/2022, in relazione all’ambito soggettivo e oggettivo, alle modalità di applicazione e all’erogazione dei buoni benzina in sostituzione dei premi di risultato.

Ambito soggettivo

L’agevolazione è stata introdotta per favorire i lavoratori dipendenti di datori di lavoro privati. Il richiamo ai “datori di lavoro privati” è da intendersi riferito ai datori di lavoro che operano nel “settore privato” e, di conseguenza, dall’agevolazione in esame sono escluse le amministrazioni pubbliche.

Gli enti pubblici economici, che non rientrano tra le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, co. 2, D.Lgs. n. 165/2001, si considerano rientranti nel settore privato.

Dato il tenore letterale della disposizione in esame, che richiama, come detto, i datori di lavoro privati, rientrano nell’ambito di applicazione della norma, tra gli altri, anche i soggetti che non svolgono un’attività commerciale e i lavoratori autonomi, sempre che dispongano di propri lavoratori dipendenti.

In merito alla specifica categoria di lavoratori dipendenti destinatari dei buoni benzina, la disposizione agevolativa non effettua espressamente delle distinzioni e non pone alcun limite reddituale per l’ammissione al beneficio.

Inoltre, considerato che la norma si riferisce genericamente ai lavoratori dipendenti, al fine di individuare i potenziali beneficiari dei buoni benzina, rileva la tipologia di reddito prodotto, ossia quello di lavoro dipendente.

Ambito oggettivo e modalità di applicazione

I buoni benzina sono erogazioni corrisposte dai datori di lavoro privati ai propri lavoratori dipendenti per i rifornimenti di carburante per l’autotrazione (come benzina, gasolio, GPL e metano).

Al fine di non creare ingiustificate disparità di trattamento fra differenti tipologie di veicoli, rientrano nell’agevolazione anche i buoni o titoli analoghi per la ricarica di veicoli elettrici.

Ai fini della tassazione, i buoni benzina sono ricondotti nell’ambito di applicazione dell’art. 51, co. 3, ultimo periodo, del TUIR, secondo cui non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se, complessivamente, di importo non superiore, nel periodo d’imposta, a euro 258,23; se il valore in questione è superiore a detto limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito.

Il bonus benzina rappresenta un’ulteriore agevolazione rispetto a quella generale già prevista dal cit. articolo 51 e la circostanza che il lavoratore dipendente già usufruisca di altri beni e servizi non osta, quindi, all’applicazione della disciplina in esame.

Ne consegue che, al fine di fruire dell’esenzione da imposizione, i beni e i servizi erogati nel periodo d’imposta 2022 dal datore di lavoro a favore di ciascun lavoratore dipendente possono raggiungere un valore di euro 200 per uno o più buoni benzina ed un valore di euro 258,23 per l’insieme degli altri beni e servizi (compresi eventuali ulteriori buoni benzina).

Inoltre, considerato che la disposizione in esame è riferita esclusivamente all’anno 2022, si ritiene opportuno ricordare che, ai sensi dell’art. 51, co. 1, del TUIR, si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme e i valori corrisposti entro il 12 gennaio del periodo d’imposta successivo a quello a cui si riferiscono (c.d. principio di cassa

allargato).

Infatti, in base al principio di cassa, che presiede alla determinazione del reddito di lavoro dipendente, la retribuzione deve essere imputata in base al momento di effettiva percezione della stessa da parte del lavoratore e il momento di percezione è quello in cui il provento esce dalla sfera di disponibilità dell’erogante per entrare nel compendio patrimoniale del percettore.

Ciò detto, l’esenzione di cui all’art. 2, D.L. n. 21/2022 trova applicazione per i buoni o i titoli analoghi assegnati ai dipendenti nel corso dell’anno 2022 e nei primi 12 giorni dell’anno 2023, indipendentemente dal loro utilizzo in periodi successivi.

Per ciò che concerne le modalità di erogazione dei buoni benzina, vale la disciplina ordinaria prevista dall’art. 51, co. 3-bis, del TUIR, secondo cui l’erogazione di beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro può avvenire mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale.

Erogazione dei buoni benzina in sostituzione dei premi di risultato

Il buono benzina è stato inizialmente qualificato come erogazione “a titolo gratuito”, effettuata dal datore di lavoro al proprio dipendente. La legge di conversione del D.L. n. 21/2022 ha eliminato la locuzione “a titolo gratuito” e, di conseguenza, non ha escluso la possibilità che l’erogazione degli stessi buoni sia effettuata per finalità retributive, qualora compatibile con le disposizioni in materia.

In tal senso è quindi possibile la sostituzione del premio di risultato di cui all’art. 1, co. da 182 a 190, L. n. 208/2015 con i buoni benzina.

In particolare, attesa la temporaneità della disciplina in commento (limitata all’anno 2022), al fine di fruire delle disposizioni più favorevoli, tali buoni, sostitutivi dei premi di risultato, devono essere erogati nell’anno in corso.

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