Bonus facciate: incluso il restauro del portale della chiesa

    

                                    

    

29 GIU 2022 Le spese per l’intervento di restauro e risanamento conservativo del portale di una chiesa possono essere ricondotte nell’ambito del bonus facciate, in quanto il portale della chiesa costituisce un ornamento della facciata, al pari delle statue, delle colonne o dei contrafforti, tipici degli edifici dedicati al culto (Agenzia Entrate – risposta 28 giugno 2022 n. 352).

L’art. 1, co. da 219 a 224, L. n. 160/2019 (Legge di bilancio 2020), come modificato dall’art. 1, co. 59, L. n. 178/202 (Legge di bilancio 2021), prevede una detrazione del 90% delle spese documentate sostenute negli 2020 e 2021 per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B.

L’anno di sostenimento delle spese e la percentuale di detrazione sono stati modificati, da ultimo, dall’art. 1, co. 39, L. n. 234/2021 (Legge di bilancio 2022) che ha esteso la predetta detrazione fino al 31 dicembre 2022, con applicazione dell’aliquota ridotta al 60%.

Sotto il profilo oggettivo, la detrazione spetta, tra l’altro, a condizione che gli edifici oggetto degli interventi siano ubicati in zona A o B ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali. Secondo quanto stabilito dall’articolo 2 del predetto decreto, sono classificate «zone territoriali omogenee:

A) le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi,comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;

B) le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5 per cento (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq.

La norma prevede, inoltre, che, ai fini del bonus facciate, gli interventi devono essere finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna e devono essere realizzati esclusivamente sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

In particolare, la detrazione spetta per:

– interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata;

– interventi sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10 per cento dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio;

– interventi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura, su balconi,ornamenti o fregi.

La ratio della normativa in esame, dunque, è incentivare gli interventi edilizi,finalizzati al decoro urbano, rivolti a conservare l’organismo edilizio, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, in conformità allo strumento urbanistico generale e ai relativi piani attuativi, favorendo altresì interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici.

A titolo esemplificativo devono considerarsi ammissibile nell’ambito della norma agevolativa:

– il consolidamento, il ripristino, inclusa la mera pulitura e tinteggiatura della superficie, o il rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, degli ornamenti e dei fregi;

– lavori riconducibili al decoro urbano quali quelli riferiti alle grondaie, ai pluviali, ai parapetti, ai cornicioni e alla sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata.

Devono, invece,considerarsi escluse, le spese sostenute per gli interventi sulle superfici confinanti con chiostrine, cave di, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico, nonché le spese sostenute per la sostituzione di vetrate, infissi,grate, portoni e cancelli.

Inoltre, la predetta detrazione riguarda tutti i contribuenti residenti e non residenti nel territorio dello Stato, che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi agevolati, a prescindere dalla tipologia di reddito di cui essi siano titolari.

In particolare, rientrano nel campo soggettivo di applicazione del bonus facciate, le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici, le associazioni tra professionisti e i soggetti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, enti, società di persone, società di capitali).

Fatte tali premesse, nel caso di specie, la funzione del portale della Chiesa non è soltanto quella di consentire l’ingresso all’interno dell’edificio ma che lo stesso assume, per la sua dimensione ed imponenza,anche una funzione decorativa e ornamentale. Pertanto, le spese per l’intervento di restauro e risanamento conservativo del portale possono essere ricondotte nell’ambito del bonus facciate.

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