CCNL FICEI: rinnovato il triennio 2022/2024

    

24 AGO 2022 In data 5 agosto 2022, a seguito degli incontri per la definizione del CCNL dei Consorzi ed Enti di Sviluppo Industriale, le parti FICEI e FP-CGIL, UIL-FPL, hanno sottoscritto il rinnovo per il triennio 2022/2024

Il presente CCNL decorre dal 1° gennaio 2022 e scadrà il 31 dicembre 2024

TABELLE RETRIBUTIVE E ARRETRATI

    

                Categoria

                Incremento anno 2022

                Retribuzione mensile dal 1/1/2022

                Incremento anno 2023

                Retribuzione mensile dal 1/1/2023

                Incremento anno 2024

                Retribuzione mensile dal 1/1/2024

                Arretrati gennaio/agosto 2022

                A1

                € 62,31

                € 1.868,51

                € 32,23

                € 1.900,75

                € 32,79

                € 1.933,53

                € 560,83

                A2

                € 63,59

                € 1.990,63

                € 32,85

                € 2.023,48

                € 33,39

                € 2.056,87

                € 572,33

                A3

                € 64,16

                € 2.069,05

                € 33,10

                € 2.102,15

                € 33,63

                € 2.135,79

                € 577,41

                B1

                € 65,81

                € 2.122,22

                € 33,96

                € 2.156,17

                € 34,50

                € 2.190,67

                € 592,25

                B2

                € 66,39

                € 2.279,37

                € 34,19

                € 2.313,56

                € 34,70

                € 2.348,26

                € 597,50

                B3

                € 68,35

                € 2.346,54

                € 35,20

                € 2.381,73

                € 35,73

                € 2.417,46

                € 615,11

                C1

                € 78,88

                € 2.708,19

                € 40,62

                € 2.748,81

                € 41,23

                € 2.790,04

                € 709,91

                C2

                € 90,60

                € 3.110,60

                € 46,66

                € 3.157,26

                € 47,36

                € 3.204,62

                € 815,40

                C3

                € 92,69

                € 3.234,69

                € 47,71

                € 3.282,40

                € 48,42

                € 3.330,82

                € 834,20

                Q1

                € 93,48

                € 3.316,76

                € 48,09

                € 3.364,85

                € 48,79

                € 3.413,64

                € 841,28

                Q2

                € 95,73

                € 3.454,55

                € 49,23

                € 3.503,77

                € 49,93

                € 3.553,70

                € 861,54

 

Gli importi arretrati relativi al periodo 1° gennaio 2022 – 31 agosto 2022 potranno essere erogati, a discrezione del datore di lavoro, in un’unica soluzione o in alternativa in quattro rate mensili di pari importo a decorrere di cui la prima al 30 settembre 2022 e l’ultima il 30 dicembre 2022.

INDENNIÀ QUADRI

L’indennità Quadri è fissata per il Quadro Q1 in € 230,00/lordi e per il Quadro Q2 in € 520,00/lordi

ELEMENTO DI GARANZIA RETRIBUTIVA

Le Parti considerano la contrattazione di secondo livello un utile strumento che consente di rilanciare la crescita della produttività e della competitività degli enti. Ritengono, quindi, indispensabile diffonderla e renderla esigibile in tutti gli enti.
Pertanto ai fini di assicurare un’effettiva diffusione della contrattazione di secondo livello, qualora, nonostante la presentazione di una piattaforma di secondo livello non venga definito l’accordo, verrà erogato un elemento di garanzia retributiva pari a Euro 48,00 mensili che sarà corrisposto a decorrere dal 1° gennaio 2022.

ASSUNZIONI A TERMINE

Al contratto di lavoro subordinato può essere apposto un termine di durata non superiore a dodici mesi. Il contratto può avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i ventiquattro mesi, solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:

a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze sostitutive di sostituzione di altri lavoratori;

b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.

In caso di stipulazione di un contratto di durata superiore a dodici mesi in assenza delle condizioni di cui ai punti a) e b), il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di superamento del termine di dodici mesi.
Fatte salve le diverse disposizioni previsti dai diversi livelli di contrattazione collettiva, e con l’eccezione delle attività stagionali, la durata dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale e indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, non può superare i ventiquattro mesi. Ai fini del computo di tale periodo si tiene altresì conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni di pari livello e categoria legale, svolti tra i medesimi soggetti, nell’ambito di somministrazioni di lavoro a tempo determinato. Qualora il limite dei ventiquattro mesi sia superato, per effetto di un unico contratto o di una successione di contratti, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di tale superamento.
Un ulteriore contratto a tempo determinato fra gli stessi soggetti, della durata massima di 12 mesi, può essere stipulato presso la Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio.
Il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato, con il consenso del lavoratore:

– liberamente nei primi dodici mesi e, successivamente, solo in presenza delle condizioni previste dai punti a) e b) di cui sopra

– solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a 24 mesi, e, comunque, per un massimo di quattro volte nell’arco di ventiquattro mesi a prescindere dal numero dei contratti.

Il contratto può essere rinnovato solo a fronte delle condizioni previste dai punti a) e b) di cui sopra.
Il lavoratore non può essere riassunto a tempo determinato prima che siano decorsi 10 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a 6 mesi, ovvero 20 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore a 6 mesi.
Se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, l’Ente è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al 20% della retribuzione globale complessiva fino al 10° giorno successivo e al 40% della retribuzione globale complessiva per ciascun giorno ulteriore. Il rapporto di lavoro non può continuare oltre il 30° giorno in caso di contratto di durata inferiore a 6 mesi, ovvero oltre il 50° giorno negli altri casi.
Salvo diversa previsione dei contratti collettivi (territoriali e/o aziendali e/o di prossimità) non possono essere assunti lavoratori a tempo determinato in misura superiore al 15% del numero dei lavoratori impiegati a tempo indeterminato.

FERIE

Il periodo di ferie annuale è pari a 30 giorni lavorativi, nel caso di settimana lavorativa su 6 giorni, o di 26 nel caso di settimana lavorativa di 5 giorni. Per i dipendenti con altra ripartizione dell’orario settimanale, il periodo di ferie viene riproporzionato coerentemente.
Le domeniche e le festività infrasettimanali non sono computabili come giorni di ferie.

Le ferie sono irrinunciabili e la loro fruizione deve aver luogo nel corso dell’anno solare. Per 2 settimane devono essere fruite nel corso dell’anno di maturazione. Se per eccezionali esigenze di servizio il dipendente, sempre nell’anno di maturazione, non può fruire in tutto o in parte delle restanti, conserva comunque il diritto a fruire delle stesse entro 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione, salvo diversa pattuizione in sede di contrattazione decentrata.

 

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