Contratto di espansione: precisazioni sulle novità introdotte dalla Legge di bilancio

    

                                            

    

27 lug 2022 In tema di contratto di espansione, con circolare del 25 luglio 2022, n. 88, illustra le novità introdotte dall’articolo 1, comma 215, della L. 30 dicembre 2021, n. 234.

La novella normativa ha disposto la proroga del regime sperimentale di applicazione dell’articolo 41 in materia di contratto di espansione anche per gli anni 2022 e 2023 e, a decorrere dal 1° gennaio 2022, ha ridotto il limite minimo di unità lavorative in organico stabilendo che non può essere inferiore a 50 unità, anche calcolate complessivamente nelle ipotesi di aggregazione stabile di imprese con un’unica finalità produttiva o di servizi.
In considerazione della sopracitata proroga, l’indennità mensile è riconosciuta in favore dei lavoratori dipendenti, assunti con contratto a tempo indeterminato che risultino iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD) o alle forme sostitutive o esclusive dell’Assicurazione generale obbligatoria, gestite dall’INPS, e che abbiano risolto consensualmente il rapporto di lavoro entro il 30 novembre 2023.
Non rientrano tra i destinatari del contratto di espansione i lavoratori che intendono accedere a una pensione di vecchiaia con requisiti diversi da quelli ordinari, tra i quali rientra la pensione anticipata di vecchiaia per il personale viaggiante, e la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità non inferiore all’80%.
Inoltre, l’indennità non è riconosciuta ai fini del conseguimento della pensione anticipata al raggiungimento, entro il 31 dicembre 2022, di un’età anagrafica di almeno 64 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni e ai fini del conseguimento della pensione anticipata c.d. opzione donna, per le lavoratrici che abbiano perfezionato i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2021.
Ai fini dell’accertamento del requisito anagrafico e contributivo per il perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia e anticipata, si tiene conto degli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita indicati nella nota di aggiornamento del Rapporto n. 22/2021 del Ministero dell’Economia e delle finanze, in relazione allo “scenario demografico ISTAT – mediano base 2020”.
Nel caso in cui il decreto direttoriale del Ministero dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, disponga per gli anni compresi tra il 2025 e il 2028 un adeguamento dei requisiti pensionistici agli incrementi della speranza di vita diverso da quello previsto in base allo “scenario demografico ISTAT – mediano base 2020”, l’indennità sarà corrisposta fino al perfezionamento della prima decorrenza utile della pensione di vecchiaia o anticipata – come certificato al momento dell’accesso all’esodo – e, nell’ipotesi in cui sia stato certificato il perfezionamento per primo del diritto alla pensione anticipata, la contribuzione correlata è dovuta fino alla maturazione del prescritto requisito contributivo, fermo restando il limite massimo di 60 mesi previsto dal comma 5-bis in argomento.
Il percettore dell’indennità mensile, al fine di presentare tempestivamente la domanda di pensione, dovrà pertanto verificare preventivamente gli incrementi della speranza di vita in vigore alla data di decorrenza della stessa.

Al fine di effettuare il monitoraggio del rispetto dei limiti di spesa relativi ai benefici, in favore del datore di lavoro, nel contratto di espansione sottoscritto in sede governativa, può essere indicato – per ciascuna delle annualità 2022 e 2023 – un solo piano di esodo annuale. Solo in casi eccezionali, caratterizzati da platee particolarmente numerose di lavoratori, è possibile prevedere, nel contratto di espansione, due piani di esodo (e, conseguentemente, due diverse date presunte di risoluzione dei rapporti di lavoro) in riferimento alla medesima annualità.
Per ogni piano di esodo devono essere comunque indicati nel contratto di espansione: il numero massimo dei lavoratori interessati e la relativa data presunta di risoluzione dei rapporti di lavoro, uguale per tutti i lavoratori coinvolti dal singolo piano di esodo.
La data di risoluzione dei rapporti di lavoro, in riferimento all’annualità 2022, non può essere successiva al 30 novembre 2022, e in riferimento all’annualità 2023, non può essere successiva al 30 novembre 2023.
Per ciascun piano di esodo, il singolo datore di lavoro interessato presenta apposita domanda all’INPS, accompagnata dalla presentazione di una fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità in relazione agli obblighi prescritti dalla norma.
Resta fermo che il datore di lavoro è liberato dall’obbligo di presentazione della fideiussione nel caso in cui decida di effettuare il versamento della provvista in unica soluzione.
In particolare, la fideiussione garantisce l’adempimento degli obblighi assunti dal datore di lavoro nei confronti dell’Istituto, aventi a oggetto il versamento anticipato della provvista per la prestazione e per la contribuzione correlata (ove dovuta), al netto dei benefici di cui al comma 5-bis ove spettanti, salvo conguaglio.
Infatti, gli importi oggetto delle obbligazioni garantite potranno variare, anche mensilmente, in relazione ai provvedimenti che potranno essere adottati dall’INPS in considerazione della posizione retributivo-contributiva del lavoratore e di eventuali provvedimenti normativi.
Pertanto, ai fini della fideiussione, l’importo complessivamente dovuto deve essere maggiorato di una parte variabile pari almeno al 15%, in funzione delle successive determinazioni adottate dall’Istituto.
Analogamente, in caso di versamento della provvista e della contribuzione correlata (ove dovuta) in unica soluzione, gli importi dovuti sono determinati considerando una maggiorazione pari almeno al 15%.
Terminata l’erogazione della prestazione di esodo dell’ultimo lavoratore interessato al piano annuale, l’INPS effettuerà una verifica a consuntivo degli importi dovuti e procederà all’eventuale rimborso ovvero alla richiesta di ulteriori risorse al datore di lavoro.
Il datore di lavoro è tenuto, tra l’altro, a trasmettere alla Struttura INPS territorialmente competente:
– copia del contratto di espansione sottoscritto presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali;
– la “Richiesta di accreditamento e variazione

Relativamente al campo di applicazione, la disciplina in materia di contratto di espansione deve intendersi applicabile anche ai datori di lavoro non imprenditori in possesso dei prescritti limiti dimensionali.
Pertanto, per gli anni 2022 e 2023, i datori di lavoro con un organico non inferiore a 50 unità lavorative possono avviare – nell’ambito dei processi di reindustrializzazione e riorganizzazione che comportano, in tutto o in parte, una strutturale modifica dei processi aziendali finalizzati al progresso e allo sviluppo tecnologico delle attività, nonché la conseguente esigenza di modificare le competenze professionali in organico mediante un loro più razionale impiego e, in ogni caso, prevedendo l’assunzione di nuove professionalità – una procedura di consultazione per la stipula in sede governativa di un contratto di espansione con il Ministero del lavoro e con le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o con le loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero con la rappresentanza sindacale unitaria.
Il nuovo limite dimensionale non inferiore a 50 unità è riferito sia al singolo datore di lavoro sia alle ipotesi di aggregazione stabile di imprese con unica finalità produttiva o di servizi, per le quali il calcolo complessivo della forza lavoro deve tenere conto dei lavoratori in forza a soggetti giuridici diversi e autonomi.
In particolare, nelle ipotesi di aggregazione stabile di imprese con unica finalità produttiva o di servizi, l’accordo deve essere sottoscritto dai rappresentati legali di tutti i datori di lavoro esodanti. Infatti, anche in tali ipotesi, per espressa previsione normativa, l’esodo dei lavoratori è riferito al singolo datore di lavoro esodante.
Pertanto, anche in questo caso all’interno dell’accordo, per ciascun datore di lavoro esodante, devono essere indicati anche il numero massimo dei lavoratori interessati dal piano di esodo annuale e la relativa data presunta di risoluzione dei rapporti di lavoro – uguale per tutti i lavoratori coinvolti dal singolo piano di esodo – nonché la stima, ai fini del monitoraggio delle risorse finanziarie, dei costi previsti a copertura dei benefici di cui al comma 5-bis, anche in relazione alla riduzione dei versamenti per ulteriori dodici mesi.

L’articolo 41 del DLSG n. 148/2015 in argomento riconosce la possibilità di attribuire l’indennità mensile e la contribuzione correlata, se dovuta anche per il tramite dei Fondi di solidarietà bilaterali (art. 26, DLGS n. 148/2015).
Al momento alla sottoscrizione del contratto di espansione in sede governativa da parte del datore di lavoro, il Fondo di solidarietà potrebbe anche essere in corso di costituzione. Resta fermo che il riconoscimento al lavoratore della prestazione per il tramite del Fondo di solidarietà può avvenire solo a seguito della piena operatività dello stesso, coincidente con la data di nomina del Comitato Amministratore.
Anche nel caso in cui l’indennità mensile e la contribuzione correlata (ove dovuta) vengano riconosciute al lavoratore per il tramite di un Fondo di solidarietà, le medesime mantengono le caratteristiche proprie della fattispecie disciplinata dall’articolo 41, comma 5-bis.
Nel caso in cui la prestazione in argomento venga riconosciuta al lavoratore per il tramite del Fondo di solidarietà è richiesta al datore di lavoro esodante, che ha sottoscritto il contratto di espansione in sede governativa, la presentazione di una garanzia in relazione agli obblighi assunti dal datore di lavoro: fideiussione o pagamento in unica soluzione.
Quanto alla presentazione della fideiussione bancaria da parte del datore di lavoro, il Ministero del lavoro ha chiarito che scopo della fideiussione è di garantire l’adempimento degli obblighi assunti dal datore di lavoro sia nei confronti dell’Istituto che dei lavoratori esodanti. I datori di lavoro sono, pertanto, esonerati dalla presentazione della fideiussione bancaria solo nel caso in cui effettuino il versamento della provvista in unica soluzione.

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