Contributo straordinario contro il caro bollette: il Fisco risponde

    

                                            

    

12 LUG 2022 L’Agenzia delle entrate con la circolare 11 luglio 2022, n. 25/E ha fornito risposte a quesiti sui crediti d’imposta per acquisto di energia elettrica in favore di imprese “energivore” e “non energivore” in relazione al primo e al secondo trimestre 2022 e sul contributo straordinario contro il caro bollette.

Nel mese di maggio sono stati resi noti i primi chiarimenti in relazione ai contributi, sotto forma di crediti d’imposta, a parziale compensazione delle spese sostenute per l’acquisto dell’energia elettrica consumata nel primo e nel secondo trimestre 2022 dalle imprese “energivore” e “non energivore”(art. 15, decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4 (c.d. decreto Sostegni-ter), art. 4, decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17 (c.d. decreto Energia), e art. 3, decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 (c.d. decreto Ucraina), circolare n. 13/E del 13 maggio 2022).
In particolare, è stato introdotto un credito d’imposta in misura pari al 20 per cento delle spese sostenute per la componente energetica, acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022, in favore delle «imprese a forte consumo di energia elettrica» (cosiddette imprese energivore).
È stato poi previsto un credito d’imposta in misura pari al 20 per cento delle spese sostenute per la componente energetica, acquistata ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre 2022, in favore delle imprese energivore. Tale percentuale è stata poi rideterminata nella misura del 25 per cento.
Successivamente è stato previsto un credito d’imposta in misura pari al 12 per cento delle spese sostenute per la componente energetica, acquistata ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre 2022, in favore delle imprese «dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 Kw diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica» (cosiddette imprese non energivore). Tale percentuale è stata poi rideterminata nella misura del 15 per cento).
Le imprese sopra descritte possono beneficiare del contributo in esame a condizione che i costi per kWh della componente energia elettrica, calcolati sulla base della media dei trimestri di riferimento e al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, abbiano subito un incremento superiore al 30 per cento.
Si rileva, infine, che sono state poi fornite le risposte ai quesiti più rilevanti posti da operatori del settore in ordine all’ambito applicativo dell’articolo 37 del decreto Ucraina. Tale disposizione ha previsto l’applicazione di un contributo a titolo di prelievo straordinario, dovuto una tantum, a carico dei produttori, importatori e rivenditori di energia elettrica, di gas nonché di prodotti petroliferi. Il contributo è dovuto sull’incremento del saldo tra le operazioni attive e passive IVA, risultanti dalla Comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE) del periodo dal 1° ottobre 2021 al 30 aprile 2022, rispetto al saldo delle medesime operazioni del periodo dal 1° ottobre 2020 al 30 aprile 2021. Il contributo straordinario è stabilito nella misura del 25 per cento dell’anzidetto incremento e si applica se l’incremento stesso è superiore al 10 per cento e a euro 5.000.000.
Al riguardo di seguito viene indicata la risposta a un ulteriore quesito presentato da soggetti tenuti al pagamento del predetto contributo.
Per il calcolo del contributo straordinario, le operazioni non soggette a IVA per carenza del presupposto territoriale non concorrono alla determinazione della base imponibile solo se (e nella misura in cui) gli acquisti ad esse afferenti siano territorialmente non rilevanti ai fini IVA e, pertanto, per la mancanza del requisito della territorialità, non siano computabili nelle LIPE.
Ciò posto, in considerazione dell’incertezza interpretativa esistente su tale aspetto, al fine di tutelare la buona fede del contribuente, si è del parere che non siano dovute sanzioni in relazione agli importi non versati entro la scadenza del 30 giugno 2022 (termine di pagamento dell’acconto), a seguito di una eventuale rideterminazione della base imponibile in forza della presente precisazione, purché l’integrazione del versamento (comprensivo dei relativi interessi) avvenga tempestivamente. La tempestività dell’eventuale versamento integrativo verrà valutata caso per caso dagli uffici dell’Agenzia delle entrate, anche in considerazione del grado di complessità dell’elaborazione dei dati alla base dei calcoli per la determinazione del contributo dovuto nella specifica fattispecie.

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