Ddl di conversione del “decreto semplificazioni”:novità in materia di lavoro

    

                                            

    

03 AGO 2022 Con 168 sì, 23 no e 2 astensioni, il Senato, martedì 2 agosto, ha approvato in via definitiva il ddl n. 2681, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 73/2022, recante misure urgenti in materia di semplificazioni fiscali e di rilascio del nulla osta al lavoro, Tesoreria dello Stato e ulteriori disposizioni finanziarie e sociali. Ecco le principali novità in materia di lavoro.

Assegni familiari al personale dei consolati (art. 38-bis)

A decorrere dal 1° marzo 2022, al personale a contratto delle rappresentanze diplomatiche, degli uffici consolari e degli istituti italiani di cultura all’estero (di seguito per brevità “personale dei consolati”), spetta:
– per il coniuge a carico o per la parte di unione civile a carico, non separati legalmente o di fatto, un assegno pari al 4 per cento della retribuzione annua base stabilita, conformemente all’articolo 157 del DPR n. 18/1967, per un impiegato a contratto con mansioni esecutive di nuova assunzione nella medesima sede di servizio. L’importo dell’assegno non è inferiore a 960 euro né è superiore a 2.100 euro in ragione d’anno;
– per ciascun figlio a carico, un assegno pari all’8 per cento della retribuzione annua base stabilita, conformemente all’articolo 157 del DPR n. 18/1967, per un impiegato a contratto con mansioni esecutive di nuova assunzione nella medesima sede di servizio. L’importo dell’assegno non è inferiore a 960 euro né è superiore a 2.100 euro in ragione

d’anno per ciascun figlio a carico. L’assegno spetta, nell’interesse del figlio, in parti uguali a chi esercita la responsabilità genitoriale.

Ai fini del riconoscimento dell’assegno, per figli si intendono:
a) i nuovi nati a decorrere dal settimo mese di gravidanza;
b) i figli fino al compimento di diciotto anni di età;
c) i figli di età compresa tra diciotto e ventuno anni non compiuti, per i quali ricorre una delle seguenti condizioni:
– frequentano un corso di formazione scolastica o professionale ovvero un corso di laurea;
– svolgono un tirocinio o un’attività lavorativa con una retribuzione annua inferiore a un sesto della retribuzione annua base stabilita, conformemente all’articolo 157 del DPR n. 18/1967, per un impiegato a contratto con mansioni esecutive di nuova assunzione nella medesima sede di servizio;
– sono registrati come disoccupati e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego del luogo di residenza;
– svolgono il servizio civile universale in Italia;
d) i figli con disabilità, senza limiti di età.

Rispetto al requisito reddituale, il coniuge, la parte di unione civile e i figli sono considerati a carico quando possiedono un reddito complessivo annuo inferiore a un sesto della retribuzione annua base stabilita, conformemente all’articolo 157 del DPR n. 18/1967, per un impiegato a contratto con mansioni esecutive di nuova assunzione nella medesima sede di servizio.

In alternativa ai suddetti assegni, per i familiari a carico alla data del 28 febbraio 2022, in relazione ai quali era in godimento l’assegno per il nucleo familiare, il dipendente può optare per un assegno ad personam non riassorbibile, di importo pari alla misura del predetto beneficio spettante alla medesima data. L’assegno ad personam spetta a decorrere dal 1° marzo 2022, per la medesima durata e con i medesimi presupposti previsti per l’assegno per il nucleo familiare dalla disciplina vigente alla data del 28 febbraio 2022. Per i familiari non a carico alla data del 28 febbraio 2022 tale opzione non è consentita.

Tutti i predetti assegni (assegni familiari e assegno ad personam):
– non sono cumulabili con gli aumenti per situazioni di famiglia di cui all’articolo 173 del DPR n. 18/1967, con l’assegno unico e universale, né con l’assegno per il nucleo familiare di cui all’articolo 2 del DL n. 69/1988;
– non concorrono alla formazione del reddito complessivo ai fini delle imposte sul reddito.

È fatta salva l’applicazione della normativa locale, se più favorevole”.

    

       

       

           

       

    

               
               

               

Decreto del                 Presidente della Repubblica 05 gennaio 1967, n. 18

               

Ordinamento                 dell’Amministrazione degli affari esteri

               

               

               

Art. 157

               

Retribuzione

               

               

               

La retribuzione                 annua base è fissata dal contratto individuale sulla base                 del costo della vita, delle retribuzioni, comprensive di tutti i                 benefici aggiuntivi, corrisposte nella stessa sede da                 organizzazioni internazionali, rappresentanze diplomatiche,                 uffici consolari e istituzioni culturali di altri Paesi, in primo                 luogo dell’Unione europea, nonché delle condizioni del                 mercato del lavoro locale, pubblico e privato, per mansioni                 lavorative assimilabili a quelle svolte dagli impiegati di cui al                 presente titolo. Il Ministero degli affari esteri e della                 cooperazione internazionale a tale fine si avvale, ove possibile,                 di agenzie specializzate a livello internazionale. Si tiene                 altresì conto delle indicazioni fornite annualmente dalle                 organizzazioni sindacali, anche sulla scorta delle risultanze                 fornite dalle agenzie specializzate. La retribuzione deve                 comunque essere congrua e adeguata a garantire l’assunzione degli                 elementi più qualificati. (2)

               

La retribuzione                 annua base è suscettibile di revisione in relazione alle                 variazioni dei termini di riferimento di cui al primo comma. (2)

               

La retribuzione                 annua base è determinata in modo uniforme per Paese e per                 mansioni omogenee. Può essere consentita in via                 eccezionale, nello stesso Paese, una retribuzione diversa per le                 sedi che presentino un divario particolarmente sensibile nel                 costo della vita. (2)

               

La retribuzione è                 di norma fissata e corrisposta in valuta locale, salva la                 possibilità di ricorrere ad altra valuta in presenza di                 particolari motivi. Agli effetti di cui al presente titolo, il                 corrispettivo in lire della retribuzione corrisposta all’estero                 viene calcolato secondo un tasso di ragguaglio stabilito ai sensi                 dell’art. 209.

               

               

           

Lavoro agile: obblighi di comunicazione e assicurazione obbligatoria per gli infortuni sul lavoro (art. 41-bis)

In materia di lavoro agile (o smart working) vengono introdotte modifiche all’articolo 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 al fine di semplificare gli obblighi di comunicazione e assicurazione obbligatoria per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
In particolare, è previsto che a decorrere dal 1° settembre 2022 il datore di lavoro deve comunicare in via telematica al Ministero del lavoro e delle politiche sociali i nominativi dei lavoratori e la data di inizio e di cessazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile, secondo le modalità individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Tali dati sono resi disponibili all’INAIL con le modalità previste dal codice dell’amministrazione digitale.
In caso di mancata comunicazione secondo le modalità previste dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, si applica la sanzione prevista dall’articolo 19, comma 3, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276”.

    

       

       

           

       

    

               
               

               

Decreto                 Legislativo 10 settembre 2003, n. 276

               

Attuazione                 delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di                 cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30

               

               

               

Art. 19

               

Sanzioni                 amministrative

               

               

               

(…)

               

3. La violazione                 degli obblighi di cui all’articolo 4-bis, commi 5 e 7, del                 decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, così come                 modificato dall’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 19                 dicembre 2002, n. 297, di cui all’articolo 9-bis, comma 2, del                 decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con                 modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, così                 come sostituito dall’articolo 6, comma 3, del citato decreto                 legislativo n. 297 del 2002, e di cui all’articolo 21, comma 1,                 della legge 24 aprile 1949, n. 264, così come sostituito                 dall’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo n. 297 del                 2002, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria                 da 100 a 500 euro per ogni lavoratore interessato.

               

               

           

Condividi:

Altre Notizie

Approvato il decreto Aiuti-bis

                                                  ”      05 AGO 2022 La Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il comunicato del 4 agosto 2022, n. 92, rende noto che è stato approvato il decreto-legge che introduce

Leggi tutto »

Tutto quello che cerchi è In...Query