DL Semplificazioni: indennità una tantum, assegno unico figli, nulla osta al lavoro

    

                                    

    

22 GIU 2022 Il DL Semplificazioni prevede alcune disposizioni in materia di lavoro riguardanti l’erogazione dell’indennità una tantum di 200 euro, l’assegno unico e universale per i figli a carico alle famiglie in cui sono presenti figli con disabilità e la semplificazione delle procedure di rilascio del nulla osta al lavoro per gli stranieri e le relative verifiche (artt. 36, 38, da 42 a 45, del D.L. 21 giugno 2022, n. 73)

Indennità una tantum 200 euro per i lavoratori dipendenti (art. 36)

Ai fini dell’erogazione dell’indennità una tantum di 200 euro, prevista dal cd. “decreto Aiuti”, limitatamente ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni i cui servizi di pagamento delle retribuzioni del personale siano gestiti dal sistema informatico del Ministero dell’economia e delle finanze, l’individuazione dei beneficiari avviene mediante apposite comunicazioni tra il Ministero dell’economia e delle finanze e l’INPS, nel rispetto della normativa, europea e nazionale, in materia di protezione dei dati personali.
I suddetti dipendenti delle pubbliche amministrazioni non sono tenuti a rendere la dichiarazione di non essere titolare di:
– uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria;
– pensione o assegno sociale;
– pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti;
– trattamenti di accompagnamento alla pensione;
– reddito di cittadinanza.

Assegno unico e universale per i figli a carico alle famiglie con figli disabili (art. 38)

L’articolo 38 del DL Semplificazioni modifica la disciplina dell’assegno unico e universale per i figli a carico allo scopo di assicurare un adeguato sostegno ai nuclei familiari con figli con disabilità.
A tal fine, prevede che, in caso di nuclei familiari orfanili, l’assegno è riconosciuto per ogni orfano maggiorenne a condizione che sia già titolare di pensione ai superstiti e riconosciuto con disabilità grave.

Riguardo ai criteri di determinazione dell’assegno viene previsto che, limitatamente all’anno 2022, sia riconosciuto nella stessa misura prevista per il figlio minorenne (175 euro mensili) anche per ciascun figlio con disabilità a carico senza limiti di età.
La maggiorazione prevista per il figlio minorenne con disabilità, limitatamente all’anno 2022 è riconosciuta anche fino al compimento del ventunesimo anno di età. Di conseguenza le maggiorazioni previste per il figlio con disabilità maggiorenne si applicano a decorrere dall’anno 2023.
Infine, viene previsto che nel caso di nuclei con almeno un figlio a carico con disabilità, gli importi della maggiorazione sono incrementati di 120 euro al mese per l’anno 2022.

Le nuove misure si applicano con riferimento alle mensilità spettanti da marzo 2022.

Semplificazione procedure di rilascio e verifica del nulla osta al lavoro

Riguardo alla programmazione dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari nel territorio dello Stato relativa all’anno 2021, il DL Semplificazioni stabilisce che in relazione alle domande presentate il nulla osta al lavoro subordinato è rilasciato nel termine di 30 giorni dal 22 giugno 2022 (13 luglio 2022).

Per i lavoratori stagionali si applica, se più favorevole, la previsione secondo cui qualora lo sportello unico per l’immigrazione, decorsi 20 giorni dalla data di ricezione della richiesta, non comunichi al datore di lavoro il proprio diniego, la richiesta si intende accolta se ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni:
a) la richiesta riguarda uno straniero già autorizzato almeno una volta nei 5 anni precedenti a prestare lavoro stagionale presso lo stesso datore di lavoro richiedente;
b) il lavoratore è stato regolarmente assunto dal datore di lavoro e ha rispettato le condizioni indicate nel precedente permesso di soggiorno.

Il nulla osta è rilasciato anche nel caso in cui, entro il 13 luglio 2022, non siano state acquisite informazioni relative agli elementi ostativi, e consente lo svolgimento dell’attività lavorativa sul territorio nazionale. Al sopravvenuto accertamento degli elementi ostativi, consegue la revoca del nulla osta e del visto di ingresso.

Il visto d’ingresso in Italia, richiesto sulla base dei nulla osta al lavoro subordinato e stagionale è rilasciato entro 20 giorni dalla data di presentazione della domanda.

A seguito del rilascio del nulla osta e del visto d’ingresso, ove previsto, lo sportello unico per l’immigrazione convoca il datore di lavoro e lo straniero per la sottoscrizione del contratto di soggiorno. Nelle more della sottoscrizione, il datore di lavoro è tenuto ad assolvere agli impegni di:
a) garantire la disponibilità di un alloggio per il lavoratore che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica;
b) pagare le spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel Paese di provenienza.

Le medesime procedure di semplificazione si applicano anche in relazione alla futura programmazione dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari nel territorio dello Stato relativa all’anno 2022. In tal caso, il termine di 30 giorni per il rilascio del nulla osta decorrerà dalla data di ricezione della domanda.

La norma stabilisce, altresì, che la procedura di semplificazione si applica anche ai cittadini stranieri per i quali è stata presentata domanda diretta a instaurare in Italia un rapporto di lavoro subordinato nell’ambito del decreto flussi per l’anno 2021, che risultino presenti sul territorio nazionale alla data del 1° maggio 2022. A tal fine, i predetti cittadini stranieri, entro tale data, devono trovarsi in una delle seguenti condizioni:
a) essere stati sottoposti a rilievi fotodattiloscopici;
b) aver soggiornato in Italia precedentemente alla suddetta data, in forza della dichiarazione di presenza, resa ai sensi della legge 28 maggio 2007, n. 68, o di attestazioni costituite da documentazione di data certa proveniente da organismi pubblici.
Il datore di lavoro, dopo il rilascio del nulla osta può concludere il contratto di lavoro senza la necessità dell’accertamento delle suddette condizioni. Tali condizioni sono verificate dallo sportello unico per l’immigrazione al momento della sottoscrizione del contratto di soggiorno. Al successivo accertamento negativo delle predette condizioni, consegue la revoca del nulla osta e del visto a qualsiasi titolo rilasciato, qualora in corso di validità, nonché la risoluzione di diritto del contratto di lavoro.
Non sono ammessi alle procedure semplificate i cittadini stranieri (presenti sul territorio nazionale alla data del 1° maggio 2022):
– nei confronti dei quali sia emesso un provvedimento di espulsione;
– che siano segnalati, anche in base ad accordi o convenzioni internazionali in vigore per l’Italia, ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato;
– che siano condannati, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei reati previsti dall’articolo 380 del codice di procedura penale o per i delitti contro la libertà personale ovvero per i reati inerenti agli stupefacenti, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’emigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite;
– che comunque siano considerati una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone. Nella valutazione della pericolosità dello straniero si tiene conto anche di eventuali condanne, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei reati previsti dall’articolo 381 del codice di procedura penale;
– nei confronti dei quali alla data del 22 giugno 2022 sia stato emesso un provvedimento di espulsione, o che alla predetta data risultino condannati, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei reati di cui all’articolo 10-bis del citato decreto n. 286 del 1998.
Dal 22 giugno 2022 fino alla conclusione dei procedimenti relativi al rilascio del permesso di soggiorno, sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del lavoratore per l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio nazionale, con esclusione degli illeciti di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286. Tale sospensione cessa comunque in caso di diniego o revoca del nulla osta e del visto a qualsiasi titolo rilasciato, ovvero nel caso in cui entro 90 giorni dal 22 giugno 2022 non sia rilasciato il nulla osta. Il rilascio del permesso di soggiorno determina per il cittadino straniero l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi relativi alle violazioni per l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio nazionale.

In relazione agli ingressi previsti dai decreti flussi per le annualità 2021 e 2022, la verifica dei requisiti concernenti l’osservanza delle prescrizioni del contratto collettivo di lavoro e la congruità del numero delle richieste presentate è demandata, in via esclusiva ai consulenti del lavoro e alle organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ai quali il datore di lavoro aderisce o conferisce mandato. È fatto salvo il potere di controllo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate.
Le verifiche di congruità tengono anche conto della capacità patrimoniale, dell’equilibrio economico-finanziario, del fatturato, del numero dei dipendenti e del tipo di attività svolta dall’impresa. In caso di esito positivo delle verifiche è rilasciata apposita asseverazione che il datore di lavoro produce unitamente alla richiesta di assunzione del lavoratore straniero.
Per le domande già proposte per l’annualità 2021 l’asseverazione è presentata dal datore di lavoro al momento della sottoscrizione del contratto di soggiorno.
La procedura di asseverazione è esclusa con riferimento alle domande dell’annualità 2021 in relazione alle quali le verifiche sono già state effettuate dall’Ispettorato nazionale del lavoro. Resta comunque ferma, per entrambe le annualità 2021 e 2022, la verifica da parte dello Sportello Unico della regolarità, della completezza e dell’idoneità della documentazione presentata.
L’asseverazione non è comunque richiesta con riferimento alle istanze presentate dalle organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale che hanno sottoscritto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un apposito protocollo di intesa con il quale si impegnano a garantire il rispetto, da parte dei propri associati, dei requisiti e delle condizioni prescritte. In tali ipotesi il nulla-osta al lavoro è sostituito da una comunicazione da parte del datore di lavoro della proposta di contratto di soggiorno per lavoro subordinato, presentata con modalità informatiche allo Sportello Unico per l’immigrazione della prefettura-ufficio territoriale del Governo. Lo sportello unico trasmette la comunicazione al questore per la verifica della insussistenza di motivi ostativi all’ingresso dello straniero.

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