Entro il 16 dicembre l’acconto su imposta TFR

Scadenze di fine anno: entro il 16 dicembre il versamento dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione del TFR

Entro il prossimo 16 dicembre 2020 le imprese dovranno provvedere a calcolare e versare l’acconto sull’imposta sostitutiva sulla rivalutazione del TFR accantonato al 31 dicembre 2019. Il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta accantonerà la quota capitale dell’anno, sommando le retribuzioni concorrenti al calcolo del trattamento di fine rapporto e rapportate al divisore 13,5; calcolerà, ai sensi del comma 4, dell’art. 2120, Cod. Civ., una quota finanziaria pari alla rivalutazione del fondo TFR risultante al 31 dicembre dell’anno precedente ed applicando il tasso fisso dell’1,5 per cento maggiorato del 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, accertato dall’ISTAT, rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente. Il predetto calcolo, nel caso di cessazione infrannuale, dovrà essere effettuato sino alla data di cessazione stessa del rapporto di lavoro. Per quanto concerne il calcolo dell’acconto – il saldo dovrà essere determinato e versato il 16 febbraio 2021 – potranno, alternativamente, utilizzarsi i seguenti metodi: metodo storico, che consente di versare il 90% dell’imposta sostitutiva relativa all’anno precedente. Metodo previsionale, conveniente – dal punto di vista meramente finanziario – se vi sono state cessazioni nel corso dell’anno 2020. Esclusi dal versamento dell’imposta sostitutiva in trattazione i datori di lavoro che hanno assunto personale nell’anno 2020 per carenza di fondo TFR da rivalutare al 31 dicembre 2019. Altresì, il calcolo non dovrà essere effettuato per quei prestatori che hanno scelto di destinare le quote di trattamento di fine rapporto maturande a forme di previdenza pensionistica complementare, non sussistendo il presupposto per l’applicazione dell’imposta sostitutiva, salvo il caso in cui vi sia ancora, nella disponibilità dell’impresa, una quota parte di TFR accantonato. Esclusi infine anche i datori di lavoro domestici che, per loro natura, non sono sostituti d’imposta.

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