Esente da Iva l’aumento dei prezzi nei contratti pubblici

    

                                            

    

14 LUG 2022 Le somme erogate dallo Stato, derivanti dal Fondo istituito dal decreto “Sostegni-bis”, per sopperire all’eccezionale aumento dei prezzi dei materiali da costruzione nei contratti pubblici, nei confronti delle stazioni appaltanti, sono esenti dall’Iva (Agenzia Entrate – risoluzione 13 luglio 2022, n. 39/E).

A fronte degli eventi che, durante il primo semestre dell’anno 2021, hanno determinato l’eccezionale aumento dei prezzi di alcuni materiali da costruzione e le conseguenti ripercussioni negative sia per gli operatori economici (soggetti appaltatori) sia delle stazioni appaltanti, il legislatore, con il DL n. 73/2021 ha istituito nello stato di previsione del Ministero un apposito Fondo con una dotazione, per l’anno 2021, pari a 100 milioni di euro.

Le somme costituenti la dotazione del predetto Fondo istituito presso lo stato di previsione del Ministero per l’adeguamento dei prezzi vengono versate alle varie stazioni appaltanti una volta riscontrata l’insufficienza delle risorse a disposizione delle stesse, e a seguito della presentazione di apposita istanza di accesso al Fondo medesimo.

Dette somme successivamente devono essere erogate agli appaltatori in relazione alle istanze pervenute entro il 9 dicembre 2021 e ritenute ammissibili.

Tenuto conto del suddetto iter procedurale, ai fini Iva, l’erogazione delle predette somme non integra il presupposto oggettivo ai fini dell’IVA di cui all’art. 3, D.P.R. n. 633/1972, in quanto non si ravvisa un rapporto di natura sinallagmatica. Infatti, dette somme vengono erogate dal Ministero istante nei confronti delle stazioni appaltanti, in assenza di alcuna controprestazione da parte di quest’ultimi e di alcun obbligo di effettuare prestazioni di servizi nei confronti dell’ente erogatore.

In mancanza di qualsiasi rapporto di natura sinallagmatica, dette somme si configurano “mere” movimentazioni di denaro e, come tali, escluse dall’ambito applicativo dell’IVA, ai sensi dell’art. 2, co. 3, lett. a), D.P.R. n. 633/1972, che prevede la non rilevanza all’IVA delle “cessioni che hanno per oggetto denaro o crediti in denaro”.

Per quanto concerne la successiva corresponsione delle somme dalla stazione appaltante all’appaltatore, le stesse assumano natura di integrazione dell’originario corrispettivo stabilito per l’esecuzione dell’opera o del servizio e come tale risultano rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.

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