Esonero contributivo imprese armatoriali: istruzioni operative

    

                                            

    

L’Inps fornisce le istruzioni operative per la fruizione dell’esonero contributivo riconosciuto alle imprese armatoriali stabilite in Italia, che utilizzano navi iscritte nei registri dello Stato italiano, o degli Stati UE o del SEE per attività di cabotaggio, di rifornimento dei prodotti petroliferi necessari alla propulsione e ai consumi di bordo delle navi, nonché adibite a deposito e ad assistenza alle piattaforme petrolifere nazionali (Inps – Messaggio 12 settembre 2022, n. 3353).

IMPRESE BENEFICIARIE

L’esonero contributivo è riconosciuto alle imprese armatoriali con sede legale ovvero aventi stabile organizzazione nel territorio italiano, che utilizzano navi iscritte nei registri dello Stato italiano, ovvero degli Stati dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, che esercitano, con tali navi, le seguenti attività:
– attività di cabotaggio;
– attività di rifornimento dei prodotti petroliferi necessari alla propulsione e ai consumi di bordo delle navi;
– navi adibite a deposito e ad assistenza alle piattaforme petrolifere nazionali.

AGEVOLAZIONE

La misura dell’esonero è pari alla totalità (100 per cento) dei contributi dovuti per i marittimi imbarcati sulle navi iscritte nei registri dello Stato italiano, ovvero degli Stati dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, utilizzate dalle imprese beneficiarie per le suddette attività.
L’esonero si applica per il periodo decorrente dal 1° agosto 2020 e fino al 31 dicembre 2021 sia alla contribuzione dovuta dagli armatori sia a quella dovuta dai marittimi imbarcati.

LAVORATORI DESTINATARI DELL’ESONERO

L’esonero trova applicazione per le contribuzioni dovute per i marittimi italiani e comunitari imbarcati sulle navi indicate nei precedenti paragrafi. Restano escluse, pertanto, le contribuzioni dovute per i marittimi extracomunitari.
L’esonero può riguardare, oltre ai marittimi imbarcati su navi battenti bandiera italiana, anche quelli imbarcatati su navi iscritte nei registri degli Stati dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo.
Ovviamente, l’esonero presuppone necessariamente che sussista l’obbligo del versamento degli stessi in Italia.
Nel diritto dell’Unione europea, l’obbligo di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, secondo la normativa di sicurezza sociale di ciascuno Stato membro (nel caso in esame quella italiana), è disciplinato dal regolamento (CE) n. 883/2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.
Tale regolamento, al Titolo II, detta i criteri per la “determinazione della legislazione applicabile”; per quanto riguarda, in particolare, il settore marittimo, l’articolo 11, paragrafo 4, dispone che: “Ai fini del presente titolo, un’attività subordinata o autonoma svolta normalmente a bordo di una nave che batte bandiera di uno Stato membro è considerata un’attività svolta in tale Stato membro. Tuttavia, la persona che esercita un’attività subordinata a bordo di una nave battente bandiera di uno Stato membro e che è retribuita per tale attività da un’impresa con sede o da una persona domiciliata in un altro Stato membro è soggetta alla legislazione di quest’ultimo Stato membro, se risiede in tale Stato. L’impresa o la persona che versa la retribuzione è considerata datore di lavoro ai fini dell’applicazione di tale legislazione”.
Pertanto, la regola generale per l’individuazione della normativa di sicurezza sociale applicabile ai marittimi imbarcati a bordo di una nave iscritta nei registri di un qualsiasi Stato membro è la cosiddetta “legge della bandiera”, cioè si applica la legislazione dello Stato di cui la nave batte bandiera.
Unica eccezione è l’ipotesi in cui ricorra la doppia condizione (cumulativa):
a) di impresa con sede in Italia;
b) di marittimi che abbiano la residenza in Italia.
Laddove siano verificate entrambe le condizioni sopra indicate, a prescindere dalla bandiera battente sulla nave, l’armatore è considerato a tutti gli effetti soggetto passivo dell’obbligazione contributiva nello Stato italiano.
Tenute ferme tali condizioni, l’armatore di navi iscritte nei registri di Stati dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo, adibite alle attività oggetto di agevolazione, che abbia sede legale o stabile organizzazione nel territorio italiano, potrà godere dell’esonero contributivo, limitatamente ai marittimi residenti in Italia.

CONTRIBUTI OGGETTO DI ESONERO

Sono soggette all’esonero contributivo le somme complessivamente dovute per i seguenti contributi:
– IVS: 33%;
– NASpI: 1,31%;
– Contr. art. 25 L. 854/78: 0,30%;
– Fondo di garanzia TFR ( L. 297/82 ): 0,20%;
– Malattia: 2,22%;
– Maternità: 0,46%;
– CUAF: 0,68%.

È soggetto all’esonero contributivo anche il contributo addizionale NASpI (1,40%) dovuto per contratti di lavoro a tempo determinato, nonché gli eventuali incrementi dovuti in caso di rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato (0,50% per ciascun rinnovo).

È escluso dall’esonero contributivo il contributo di finanziamento del Fondo di solidarietà del settore marittimo – Solimare (0,30%).

CUMULABILITÀ CON ALTRI ESONERI

Non sono cumulabili con l’esonero contributivo, altri benefici contributivi già fruiti dalle imprese armatoriali interessate nel periodo agosto 2020 – dicembre 2021, quali, ad esempio, la cd. “Decontribuzione Sud”.
In tali casi, pertanto, si procede alla riduzione degli esoneri previsti per le armatoriali nella misura pari a quanto già fruito a titolo di Decontribuzione Sud.

COMPATIBILITÀ AIUTI DI STATO

Essendo rivolto a una specifica platea di destinatari (imprese armatoriali che esercitano con le proprie navi attività di cabotaggio, di rifornimento dei prodotti petroliferi necessari alla propulsione e ai consumi di bordo delle navi, nonché adibite a deposito e ad assistenza alle piattaforme petrolifere nazionali), l’esonero contributivo si configura quale misura selettiva; come tale, necessita della preventiva autorizzazione della Commissione europea ed concesso nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa applicabile in materia di aiuti di Stato.
Tale regime di aiuto è stato approvato dalla Commissione europea con decisione C(2022) 3065 final del 4 maggio 2022, che ha autorizzato – nel rispetto delle condizioni e del massimale previsti dalla sezione 3.1 dalla comunicazione della Commissione europea C(2020) 1863 final del 19 marzo 2020, e successive modificazioni, recante “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, c.d. Temporary framework – l’esonero contributivo in argomento fino al 30 giugno 2022, termine finale di operatività del Temporary framework. A seguito della successiva decisione della Commissione C(2022) 4583 final del 27 giugno 2022, sono state ammesse anche le imprese armatoriali la cui richiesta di beneficio supera la soglia di aiuto di euro 2,3 milioni, di cui alla sezione 3.1 del Temporary framework, laddove fossero soddisfatti i requisiti di cui alla sezione 3.10 del medesimo Quadro temporaneo.

Esaurita l’istruttoria delle domande di esonero, il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili ha individuato, con propri decreti direttoriali, le imprese ammesse al beneficio e l’ammontare dell’esonero contributivo concesso per ciascuna annualità.

ISTRUZIONI OPERATIVE

Sulle matricole contributive delle imprese autorizzate dal Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile alla fruizione dell’esonero contributivo l’Inps attribuisce centralmente il c.a. “2W” (Impresa ammessa alla fruizione dell’esonero contributivo di cui all’art. 88, D.L. n. 104/2020).

COMPILAZIONE DEL FLUSSO UNIEMENS

    

    

    

       

       

    

    

    

    

    

    

    

    

    

    

    

       

       

    

            Aziende autorizzate dal Ministero alla fruizione dell’esonero             contributivo – periodi anno 2020 e periodi anno 2021, ai             sensi della sezione 3.1 del Temporary framework

       

            per esporre nel flusso Uniemens le quote di sgravio spettanti per             i periodi compresi tra agosto 2020 e dicembre 2020 e quelli             ricompresi tra gennaio 2021 e dicembre 2021, devono essere             valorizzati i seguenti elementi all’interno di             <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>:
–             nell’elemento <CausaleACredito> inserire i codici             causale “L233” (Conguaglio esonero contributivo ex             art. 88 D.L. n. 104/2020,ai sensi della sezione 3.1 del Temporary             Framework – anno 2020) e “L234” (Conguaglio             esonero contributivo ex articolo 88 del decreto-legge n. 104/2020,             ai sensi della sezione 3.1 del Temporary Framework – anno             2021);
– nell’elemento <ImportoACredito> indicare             il relativo importo da recuperare.

       

            Aziende autorizzate dal Ministero alla fruizione dell’esonero             contributivo – periodi anno 2020 e periodi anno 2021, ai             sensi della sezione 3.10 del Temporary framework

       

            per esporre nel flusso Uniemens le quote di sgravio spettanti per             i periodi compresi tra agosto 2020 e dicembre 2020 e quelli             ricompresi tra gennaio 2021 e dicembre 2021 devono essere             valorizzati i seguenti elementi all’interno di             <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>:
–             nell’elemento <CausaleACredito> inserire i codici             causale “L235” (Conguaglio esonero contributivo ex             art. 88 D.L. n. 104/2020, ai sensi della sezione 3.10 del             Temporary Framework – anno 2020) e “L236”             (Conguaglio esonero contributivo ex art. 88 D.L. n. 104/2020,ai             sensi della sezione 3.10 del Temporary Framework – anno             2021);
– nell’elemento <ImportoACredito> indicare             il relativo importo da recuperare.

       

I suddetti codici (“L233”, “L234”, “L235” e “L236”) possono essere esposti nei flussi di competenza dei mesi di giugno, luglio e agosto 2022 per le imprese che si avvalgono del differimento contributivo di cui all’articolo 11 della legge 26 luglio 1984, n. 413.
Per le imprese che non si avvalgono del predetto termine di differimento, il conguaglio con i codici sopra riportati può essere effettuato nelle denunce di competenza dei mesi di agosto, settembre e ottobre 2022.
Le imprese che hanno diritto al beneficio e che hanno sospeso o cessato l’attività, ai fini della fruizione dell’esonero contributivo spettante, dovranno avvalersi della procedura delle regolarizzazioni contributive (UniEmens/vig).

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