L’agevolazione prima casa decade se i conviventi si lasciano

    

                                            

    

19 LUG 2022 In caso di separazione, alle coppie convinenti di fatto non si applicano le agevolazioni fiscali previste, dall’art. 19, L. n. 74/1987, per le coppie sposate (Corte di cassazione – sentenza 01 luglio 2022, n. 20956).

Il caso di specie si riferisce al recupero da parte dell’Agenzia delle Entrate, delle maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale, in relazione ad immobile acquistato con i benefici prima casa, nell’ambito di un rapporto di convivenza more uxorio successivamente venuto meno. In virtù della separazione, l’immobile era stato poi trasferito per intero all’altro convivente prima dello scadere dei cinque anni al fine di regolare i rapporti patrimoniali, con accollo da parte di quest’ultimo del mutuo residuo.

Detto questo, nell’ambito delle crisi matrimoniali, i giudici della Corte hanno affermato, in tema di agevolazioni prima casa, che il trasferimento dell’immobile prima del decorso del termine di cinque anni dall’acquisto, se effettuato in favore del coniuge in virtù di una modifica delle condizioni di separazione, pur non essendo riconducibile alla forza maggiore, non comporta la decadenza dai benefici fiscali, attesa la “ratio” dell’art. 19, L. n. 74/1987, che è quella di favorire la complessiva sistemazione dei rapporti patrimoniali tra i coniugi in occasione della crisi, escludendo che derivino ripercussioni fiscali sfavorevoli dagli accordi intervenuti in tale sede.

In tal caso, quindi, recuperare l’imposta in conseguenza della inapplicabilità dell’agevolazione fiscale sulla prima casa da parte dell’Erario significherebbe sostanzialmente imporre una nuova imposta su di un trasferimento immobiliare avvenuto in esecuzione dell’accordo tra i coniugi e, pertanto, andare palesemente in senso contrario alla ratio della disposizione.

Orbene, con riferimento a quanto è oggetto di causa, analogo procedimento non è affatto previsto per l’ipotesi di crisi delle convivenze di fatto, atteso che per escludere la decadenza dei benefici fiscali goduti dagli acquirenti dell’immobile certo non è decisivo il richiamo all’assenza dell’intento speculativo o alla figura della novazione.

Le cd. convivenze more uxorio costituiscono un fenomeno puramente fattuale, e tuttavia permane la distinzione, già sul piano costituzionale, dalla famiglia fondata sul matrimonio.

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