Nomina semplificata del rappresentante fiscale

    

                                            

    

06 SET 2022 La nomina del rappresentante fiscale in Italia di una ditta estera può avvenire anche tramite una lettera in carta semplice presentata presso l’Agenzia delle entrate e sottoscritta dai soggetti con potere di firma del rappresentato e del rappresentante (Agenzia Entrate – risposta 02 settembre 2022 n. 442).

Il soggetto non residente, comunitario o extraUe, che effettua nel territorio dello Stato operazioni rilevanti ai fini IVA, può adempiere ai relativi obblighi o esercitare i relativi diritti direttamente (se soggetto Ue oppure residente in un Paese terzo con cui esistono accordi di reciprocità), ovvero nominando un rappresentante fiscale residente nel territorio dello Stato (se soggetto Ue o extraUe), fermo restando che detta nomina o identificazione non muta il suo status di soggetto non residente.

Una volta nominato, il rappresentante fiscale, che deve essere un soggetto, persona fisica o giuridica titolare di partita IVA, residente nel territorio dello Stato, risponde in solido, nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, con il soggetto rappresentato. Ne deriva che il rapporto fiduciario tra rappresentato e rappresentante deve essere ufficializzato con un atto formale, che va predisposto in un momento antecedente ovvero contestualmente alla richiesta di apertura della partita IVA in Italia, effettuata mediante presentazione del modello AA7/10 o AA9/12.

A tal riguardo, l’art. 1, co. 4, D.P.R. n. 441/1997, individua puntualmente le modalità di nomina del rappresentante specificando che il rapporto di rappresentanza risulta da atto pubblico, da scrittura privata registrata, da lettera annotata, in data anteriore a quella in cui è avvenuto il passaggio dei beni, in apposito registro presso l’ufficio IVA competente in relazione al domicilio fiscale del rappresentante o del rappresentato, ovvero da comunicazione effettuata all’ufficio IVA.

A completamento del quadro innanzi descritto, va ricordato che, la risoluzione n. 550570 del 26 gennaio 1990, ha chiarito che la nomina del rappresentante fiscale può risultare anche da atto autenticato da un notaio di Stato estero aderente alla Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 (ratificata in Italia con legge 20 novembre 1996, n. 1253) e munito del timbro “Apostille”, oppure legalizzato dal console generale dell’Italia presso lo Stato estero. L'”Apostille” certifica che il Notaio o l’autorità Governativa che ha rilasciato il documento è effettivamente autorizzato a farlo e sostituisce la legalizzazione.

Detto questo, in relazione al caso di specie, la lettera di nomina cui fa riferimento la norma può essere redatta in carta libera, deve essere presentata all’Ufficio dell’Agenzia delle entrate contestualmente alla richiesta di attribuzione del numero di partita IVA e deve riportare i dati identificativi della società estera rappresentata e del soggetto passivo d’imposta italiano rappresentante.

Tale lettera deve essere sottoscritta davanti al funzionario dell’Ufficio, dal soggetto che abbia potere di firma per conto della società estera e dal soggetto che eventualmente abbia potere di firma per conto del rappresentante italiano. Per comprovare i poteri del firmatario, la società estera deve esibire la certificazione del Tribunale od una procura notarile di conferimento di poteri, ed entrambe le parti dovranno esibire i loro documenti di identità. A sua volta, l’Ufficio deve provvedere all’annotazione della lettera di nomina contestualmente alla sua ricezione, rilasciando all’interessato idonea documentazione attestante l’avvenuta annotazione nel registro Mod. VI.

In difetto di uno degli atti ufficiali sopra richiamati, si concretizza non già la tardiva comunicazione all’Ufficio dell’avvenuta nomina del rappresentante fiscale, bensì un’ipotesi di mancata nomina del medesimo.

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