Obbligo di pubblicazione dei compensi nel Terzo Settore

Parere del Ministero del Lavoro sull’obbligo di pubblicazione dei dati guardanti emolumenti, compensi o corrispettivi erogati

Dal Ministero del Lavoro con nota n. 293 del 12 gennaio 2021 (pubblicata sul sito nella sezione dedicata agli ETS) giungono indicazioni sull’obbligo, in capo agli Enti del Terzo Settore (ETS), di pubblicare i dati guardanti emolumenti, compensi o corrispettivi erogati agli organi amministrativi, ai dirigenti, agli associati (articolo 14, comma 2, Dlgs n. 117/2017). La questione è stata trattata a seguito di una richiesta di parere.
In particolare, si domanda se gli emolumenti e i compensi debbano essere pubblicati individualmente e/o nominalmente per ciascuno dei soggetti richiamati dalla norma o in alternativa, come dato aggregato, distinto per categoria soggettiva. Viene anche chiesto se sono disponibili modelli standard.
Il Ministero inizia analizzando la norma, l’articolo 14 del CTS nell’ambito del generale obbligo di trasparenza.
Tale obbligo è strettamente connesso con quello di destinazione esclusiva delle risorse finanziarie e strumentali dell’ETS al perseguimento degli scopi statutari, al fine di garantire l’assenza degli scopi lucrativi.
Si chiarisce che l’obbligo di pubblicazione non riguarda tutti gli ETS, ma solo gli enti con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori a centomila euro annui; si è voluto, quindi, evitare di porre oneri gravosi in capo ai soggetti di minori dimensioni, che risulterebbero sproporzionati rispetto al fine perseguito.
L’obbligo, si ripete, riguarda la pubblicazione di emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti a titolari di cariche sociali, dirigenti ed associati.
Al fine di bilanciare sia il diritto alla riservatezza che il vincolo alla trasparenza, i dati sui compensi possono essere pubblicati anche in forma anonima specificando che tale modalità è ammessa quando è possibile fornire un’informazione valida per tutti i soggetti appartenenti ad una determinata categoria.
Negata, invece, la possibilità di rappresentare i dati aggregati, i quali non permettono di individuare eventuali posizioni differenziate.
Infine, vanno distinti gli importi dovuti a titolo di retribuzione da quelli corrisposti a titolo di indennità particolare o di rimborso spese.

 

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