Prima casa under 36: il preliminare stipulato dal padre non pregiudica il “credito Iva”

12 MAG 2022 Il preliminare d’acquisto della prima casa per l’under 36, stipulato dal padre, che nell’occasione ha versato caparra e acconto ed ha formalmente nominato il figlio titolare della proprietà, non impedisce al giovane di accedere all’agevolazione prima casa under 36 di cui all’art. 64 del DL Sostegni-bis e fruire del credito d’imposta pari all’Iva versata in relazione alle fatture intestate al genitore (Agenzia Entrate – risposta 11 maggio 2022, n. 261).

Al fine di favorire l’autonomia abitativa dei giovani, il DL Sostegni-bis ha introdotto, fino al 30 giugno 2022 (prorogato al 31 dicembre 2022 dalla Legge di Bilancio 2022), a partire dagli atti stipulati dal 26 maggio 2021, un regime di esenzione dai tributi per gli acquisti di immobili da parte delle persone fisiche che non hanno ancora compiuto 36 anni di età nell’anno in cui l’atto è rogitato e che abbiano un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 40.000 euro annui.

Entrando nel merito dell’agevolazione, in relazione a tutti i trasferimenti a titolo oneroso di immobili per i quali ricorrano le condizioni cd. “prima casa” e gli ulteriori requisiti dell’età (inferiore a 36 anni) e dell’ISEE (di valore non superiore a euro 40.000), spetta all’acquirente:
– nei casi in cui l’atto di acquisto immobiliare sia soggetto ad imposta di registro, ipotecaria e catastale, l’esenzione dal pagamento delle suddette imposte;
– laddove si tratti di acquisti soggetti ad IVA, un credito d’imposta di ammontare pari all’imposta sul valore aggiunto corrisposta in relazione all’acquisto, applicata con aliquota nella misura del 4%.

Riguardo al caso di specie, ossia di contratto preliminare di una prima casa stipulato dal padre in favore del figlio under 36, affinché il giovane possa fruire del credito Iva è necessario che si sostituisca quale parte contrattuale del contratto preliminare originariamente stipulato dal padre ” per sé o per persona da nominare”, acquisendo i diritti ed assumendo gli obblighi derivanti dal contratto medesimo con effetto dal momento in cui questo è stipulato (incluso avvalersi dei pagamenti di caparra e acconti già effettuati dal padre).
In tal senso, ai fini dell’accesso all’agevolazione è indispensabile una dichiarazione di nomina validamente fatta e poiché è riconosciuto all’acquirente un credito d’imposta di ammontare pari all’imposta sul valore aggiunto corrisposta in relazione all’acquisto, è necessario che dall’atto di compravendita dell’immobile, stipulato dall’under 36 in seguito alla sua nomina, risultino specificamente enunciati gli acconti già pagati dal padre, con indicazione dei relativi importi e delle modalità di pagamento nonché gli estremi delle fatture intestate allo stesso genitore con applicazione dell’aliquota IVA agevolata al 4%.

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