Redditi dell’agente sportivo inclusi nel regime dei,lavoratori impatriati

                   

    

01 GIU 2022 Può fruire del regime speciale previsto per i lavoratori impatriati di cui all’art. 16, D.Lgs. n. 147/2015, l’agente sportivo che ha riportato la propria residenza in Italia nel 2022 dopo essere stato iscritto all’Aire per gli otto anni precedenti (Agenzia Entrate – risposta 31 maggio 2022 n. 315).

L’art. 3, co. 1, D.Lgs. n. 37/2021 definisce l’agente sportivo come il soggetto che, in esecuzione del contratto di mandato sportivo, mette in contatto due o più soggetti operanti nell’ambito di una disciplina sportiva riconosciuta dal CONI e dal CIO, nonché dal CIP e dall’IPC, siano essi lavoratori sportivi o Società o Associazioni Sportive, ai fini della conclusione, della risoluzione o del rinnovo di un contratto di lavoro sportivo, del trasferimento della prestazione sportiva mediante cessione del relativo contratto di lavoro, del tesseramento di uno sportivo presso una Federazione Sportiva Nazionale, fornendo servizi professionali di assistenza, consulenza e mediazione.

L’agente sportivo quindi fornisce servizi professionali di assistenza, consulenza e mediazione, il che implica che egli, nell’esercizio della sua attività, attinga a specifiche competenze professionali, riguardanti lo speciale settore dell’ordinamento giuridico sportivo, che valgono a rendere rilevante l’apporto personale dell’agente nella prestazione di assistenza professionale resa al cliente.

L’art. 4 del medesimo decreto prevede che per svolgere la professione l’agente sportivo deve essere iscritto in apposito Registro nazionale, istituito presso il CONI, previo superamento di un esame di abilitazione diretto ad accertarne l’idoneità.

Il procedimento per l’iscrizione al suddetto Registro nazionale degli agenti sportivi saranno disciplinati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell’Autorità politica da esso delegata in materia di sport.

In attesa dell’emanazione della predetta disciplina attuativa, l’art. 14, co. 1, stabilisce che continuano ad applicarsi le disposizioni del DM 24 febbraio 2020, facendo salva la validità dei titoli abilitativi all’esercizio della professione di agente sportivo già rilasciati.

Relativamente ai compensi conseguiti dal procuratore nell’esercizio della propria attività, l’art. 8, co. 1, D.Lgs. n. 37/2021 prevede che gli stessi sono stabiliti dalle parti in misura forfettaria o in termini percentuali sul valore della transazione, in caso di trasferimento di una prestazione sportiva, oppure sulla retribuzione lorda complessiva del lavoratore sportivo risultante dal relativo contratto di lavoro sportivo sottoscritto con l’assistenza dell’agente sportivo.

Tenuto conto del suddetto quadro normativo, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i redditi conseguiti nell’esercizio di tale attività, senza vincolo di subordinazione, costituiscano redditi di lavoro autonomo ai sensi dell’art. 53 del Tuir.

Con riferimento al caso di specie, l’agente sportivo può fruire del regime speciale dei lavoratori impatriati di cui all’art. 16, D.Lgs. n. 147/2015 e in tal senso, i suoi redditi di lavoro autonomo concorreranno alla formazione del reddito complessivo nella misura ridotta del 30% dall’anno d’imposta in corso e per i successivi quattro.

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