restituzione di somme per trattamento pensionistico

    

                                            

    

L’Agenzia delle entrate, con la risposta del 22 settembre 2022, n. 467, ha fornito chiarimenti in merito al regime fiscale applicabile alle somme restituite da un suo dipendente, erroneamente erogate a titolo di trattamento pensionistico.

L’articolo 10, comma 1, lettera d-bis), del Tuir, consente di dedurre dal reddito complessivo delle persone fisiche le somme restituite al soggetto erogatore, se assoggettate a tassazione in anni precedenti. L’ammontare, in tutto o in parte, non dedotto nel periodo d’imposta di restituzione può essere portato in deduzione dal reddito complessivo dei periodi d’imposta successivi; in alternativa, il contribuente può chiedere il rimborso dell’imposta corrispondente all’importo non dedotto.
Riguardo le modalità di restituzione delle predette somme, l’Amministrazione finanziaria in più occasioni ha chiarito che il legislatore, attraverso l’introduzione di tale onere deducibile, corrispondente all’importo delle somme che in un periodo d’imposta sono state assoggettate a tassazione secondo il criterio di cassa e poi restituite al soggetto erogatore, ha cercato di risolvere il problema collegato alla restituzione delle imposte pagate su tali somme. L’introduzione della predetta lettera d-bis) si è resa necessaria proprio in quanto il sistema dei rapporti tra Erario, sostituto e sostituito, comporta che il recupero, a carico del contribuente, delle somme a suo tempo a lui erogate avvenga al lordo delle imposte che l’ente erogatore ha versato all’Erario in qualità di sostituto.
I soggetto erogante/sostituto d’imposta è tenuto a recuperare le somme indebitamente erogate al lordo delle ritenute applicate, potendo il dipendente dedurre, il medesimo ammontare lordo, dal proprio reddito complessivo, ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera d-bis ), del Tuir.
L’articolo 150 del decreto Rilancio ha introdotto all’articolo 10 del Tuir il comma -bis il quale prevede che le somme di cui alla lettera d-bis) del comma 1, se assoggettate a ritenuta, sono restituite al netto della ritenuta subita e non costituiscono oneri deducibili.
Con la circolare 14 luglio 2021, n. 8/E sono stati forniti i chiarimenti interpretativi in merito all’ambito applicativo di tale disposizione. In particolare, al paragrafo 7 intitolato “Decorrenza”, il citato documento di prassi chiarisce che la restituzione delle somme al soggetto erogatore al netto delle ritenute Irpef opera per quelle «restituite dal 1° gennaio 2020», facendo salvi «i rapporti già definiti alla data di entrata in vigore del presente decreto», ovvero già definiti alla data dal 19 maggio 2020. In altre parole, la nuova disposizione non trova applicazione se alla data del 19 maggio 2020 «sia in corso un piano di restituzione rateizzato, calcolato al “lordo” delle ritenute operate all’atto dell’erogazione, salvo diverso successivo accordo tra le parti».
Nel caso di specie, l’Istante, in qualità di sostituto d’imposta, ha trattenuto in compensazione le maggiori somme erogate, a partire dal mese di febbraio 2020, mediante rateizzazione, fino al mese di marzo 2022.
Al riguardo, la compensazione, seppur operata tra importi disomogenei, ovvero tra il debito al lordo delle ritenute e il credito al netto delle stesse involge aspetti esclusivamente finanziari che nulla hanno a che fare con gli adempimenti certificativi che è tenuto ad assolvere il sostituto d’imposta in ragione di precise regole stabilite in ambito Irpef.
Pertanto, il sostituto d’imposta dovrà rettificare la Certificazione Unica 2021, relativa all’anno di imposta 2020, valorizzando i campi relativi ai redditi assoggettati a tassazione ordinaria, nonché quelli relativi agli oneri deducibili, laddove dovranno essere indicate le somme restituite e dedotte.
Più precisamente, le somme restituite dal dipendente, essendo state dedotte dal reddito complessivo dovranno essere riportate nei seguenti campi della CU:
– Punto 431 somma restituita dedotta;
– Punto 432 indicare il codice 10;
– Punto 433 somma restituita dedotta;
– Punto 438 somma restituita.
Infine, per quanto riguarda la possibilità da parte del sostituto di recuperare le somme al netto della ritenuta, considerato che tali somme sono state richieste sulla base di un piano di rateizzazione a partire dal mese di febbraio 2020, il rapporto risulta già definito alla data del 19 maggio 2020, pertanto le somme devono continuare ad essere restituite al lordo della ritenuta.

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