Ritenuta alla fonte e sostituto d’imposta

    

                                                                

    

30 GIU 2022 I chiarimenti del Fisco riguardo ad un soggetto tenuto a operare le ritenute alla fonte e ai conseguenti adempimenti del sostituto d’imposta in caso di pagamenti per prestazioni di lavoro autonomo effettuati da un soggetto in nome e per conto del committente (Agenzia delle entrate – Risposta 30 giugno 2022, n. 357/E).

I redditi derivanti dalle prestazioni di lavoro autonomo sono assoggettati a ritenuta alla fonte ai sensi dell’articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
Tale disposizione prevede espressamente che, obbligati a effettuare la ritenuta, quando corrispondono compensi per prestazioni di lavoro autonomo, sono gli stessi soggetti che l’articolo 23, comma 1, dello stesso d.P.R. n. 600 del 1973 individua come tenuti a effettuare la ritenuta sui redditi di lavoro dipendente (cioè, enti e società di cui all’articolo 73, comma 1, del Tuir, società e associazioni di cui all’articolo 5 del Tuir, persone fisiche che esercitano imprese commerciali o imprese agricole, persone fisiche che esercitano arti e professioni, curatore fallimentare, commissario liquidatore e condominio).
A tali soggetti, la previsione di cui all’articolo 64, comma 1, del medesimo d.P.R. n. 600 conferisce la qualifica di sostituto d’imposta.
La riportata disposizione prevede, inoltre, espressamente che la ritenuta deve essere operata, all’atto del pagamento, dal sostituto d’imposta che corrisponde i compensi, anche quando le prestazioni di lavoro autonomo siano rese a terzi o nell’interesse di terzi, ovverosia anche nell’ipotesi in cui, come nel caso esaminato nella risposta dell’Agenzia in oggetto, destinatario della prestazione di lavoro autonomo non è il soggetto che corrisponde i compensi medesimi, bensì un terzo e, cioè, il committente.
Al riguardo, alla luce di quanto evidenziato e tenuto conto della puntuale disposizione normativa contenuta nel riportato articolo 25, comma 1, del d.P.R. n. 600 del 1973, si ritiene che la qualifica di sostituto d’imposta permanga in capo a chi corrisponde redditi per prestazioni di lavoro autonomo, soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di acconto “all’atto del pagamento”, per prestazioni di lavoro autonomo rese nel caso di specie all’Istante, soggetto committente.

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