Senza Iva i servizi di demolizioni navi

    

                                            

    

Ai fini Iva, non sono imponibili le fatture emesse da una società per la demolizione di una nave a seguito della variazione del contratto principale stipulato dal committente con un consorzio (Agenzia Entrate – risposta 09 settembre 2022 n. 449).

L’Agenzia delle Entrate si è espressa sul corretto trattamento fiscale da riservare, ai fini Iva, alle fatture emesse per il ribaltamento dei costi sostenuti per le lavorazioni connesse alla demolizione della nave.

A riguardo, è possibile emettere fatture in regime di non imponibilità IVA, ai sensi dell’art. 8-bis, co., 1, lett. e), D.P.R. n. 633/1972, a condizione che la nave commerciale destinata alla demolizione sia stata adibita, nell’ultimo anno di utilizzo, alla navigazione in alto mare, avendo effettuato viaggi oltre le dodici miglia marine (previste dalla Convenzione di Montego Bay) in misura superiore al 70% del totale.

A tal fine, non assumono alcuna rilevanza, ai fini dell’applicazione della norma in questione, particolari requisiti soggettivi degli assuntori dei lavori ovvero gli schemi contrattuali posti in essere per la realizzazione degli interventi medesimi.

In sede di prassi amministrativa è stato chiarito, altresì, che la citata disposizione prevede la non imponibilità sia nei confronti del contratto principale (quello stipulato dal committente con il cantiere o altro assuntore) che di quelli immediatamente derivati (stipulati cioè tra il cantiere o altro assuntore e una o più imprese subcontraenti).

In tale ottica, pertanto, beneficiano del regime di non imponibilità IVA non solo le operazioni principali (ivi compresa la demolizione delle navi) ma anche tutti quegli interventi necessari, come mezzo a fine, alla loro realizzazione.

Più precisamente, devono considerarsi non imponibili ai sensi del menzionato articolo 8-bis:

– le attività, ancorché concesse in subappalto, costituenti fasi autonome all’interno degli interventi richiamati dalla norma, costituendo parte integrante degli stessi;

– i contratti di risultato, in cui i prestatori sono dotati di autonomia organizzativa.

Relativamente all’ambito applicativo del successivo art. 9, D.P.R. n. 633/1972, il regime di non imponibilità IVA è riconosciuto a condizione che gli interventi vengano realizzati in ambito portuale e riflettano direttamente il funzionamento e la manutenzione degli impianti ovvero il movimento di beni o mezzi di trasporto. Deve trattarsi, in altri termini, di complessi interventi strutturali da realizzare su impianti già esistenti, aventi come fine immediato il loro funzionamento e la loro manutenzione ovvero il loro ammodernamento, ampliamento e riqualificazione.

Sono invece escluse le mere forniture di beni e servizi che non danno luogo agli interventi di carattere strutturale espressamente richiamati dalla norma.

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