Superbonus: realizzazione di un muro di contenimento dell’edificio condominiale

                                  

26 MAG 2022 L’Agenzia delle entrate, con la risposta del 25 maggio 2022, n. 297, in materia di Superbonus, ha fornito chiarimenti sulla realizzazione di un muro di contenimento dell’edificio condominiale.

Nel caso di specie, il condominio intende effettuare interventi di riduzione del rischio sismico sul fabbricato, composto da tre livelli, situato a ridosso di una scarpata formata da strati di terreno di riporto e sottostante strati di natura sabbiosa.
L’istante rappresenta che si rende necessaria, ai fini di migliorare la staticità sismica dell’edificio di cui sopra, la costruzione ex-novo di un muro di sostegno a distanza di qualche metro e a servizio della struttura dell’edificio, ciò al fine di scongiurare fenomeni di disgregazione del terreno di fondazione dovuta a decompressione laterale del terreno e chiede al Fisco se le spese connesse alla realizzazione del suddetto muro di contenimento diano diritto alla detrazione prevista dall’articolo 119 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. Superbonus).
Con riferimento al caso di specie, l’Agenzia osserva che tra gli interventi ammessi al Superbonus, rientrano, ai sensi del comma 4 del citato articolo 119 del decreto Rilancio gli interventi indicati nell’articolo 16, commi da 1- bis a 1- sexies, del decreto legge n. 63 del 2013. Si tratta, in particolare degli interventi per la messa in sicurezza statica delle parti strutturali di edifici o di complessi di edifici collegati strutturalmente.
Gli interventi in questione – inclusi quelli dai quali derivi la riduzione di una o due classi di rischio sismico – sono ammessi alle agevolazioni fiscali a condizione, tra l’altro, che:
– le relative procedure autorizzatorie siano iniziate dopo il 1° gennaio 2017, ovvero, con riferimento alle spese sostenute dal 1° gennaio 2021, che i titoli abilitativi siano stati rilasciati dopo il 1° gennaio 2017;
– riguardino edifici ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, inclusi quelli dai quali deriva la riduzione di una o due classi di rischio sismico, anche realizzati sulle parti comuni di edifici in condominio.
Ai fini, tra l’altro, del Superbonus, l’efficacia degli interventi in questione al fine della riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, della direzione dei lavori delle strutture e del collaudo statico, secondo le rispettive competenze professionali, iscritti agli ordini o ai collegi professionali di appartenenza.
In merito agli interventi di riduzione del rischio sismico ammessi alle agevolazioni fiscali, inoltre, sono agevolabili, al pari degli altri interventi, anche locali, finalizzati ad accrescere le prestazioni strutturali delle fondazioni nei confronti dell’azione sismica, anche gli interventi finalizzati a ridurre il rischio sismico derivante da condizioni di instabilità di un’area più estesa del perimetro della costruzione, ma comunque limitrofa, inclusi i manufatti e le opere d’arte eventualmente interferenti con l’impianto fondale della costruzione medesima.
In tal senso, è però necessario stabilire l’eventuale contributo alle condizioni di rischio sismico fornito dalle condizioni di instabilità fondazionale sopra richiamate.
Conseguentemente, il progettista, il direttore dei lavori e, ove previsto, il collaudatore statico, ciascuno per quanto di competenza, dovranno esplicitare il nesso di causalità tra la stabilità dell’edificio nei confronti dell’azione sismica e l’eventuale carenza da sanare in elementi posti nelle vicinanze delle costruzioni.
Le figure tecniche, responsabili del processo, dovranno attestare il rapporto causa-effetto, ex ante ed ex post, che, nel processo di riduzione del rischio sismico, si instaura tra la costruzione e gli interventi progettati per le situazioni al contorno.

Pertanto, in merito al quesito posto dal condominio se l’intervento di realizzazione ex novo del muro di contenimento dell’edificio condominiale, al fine di garantire un adeguato confinamento del suo terreno di fondazione ed evitarne i cedimenti, possa rientrare tra quelli utili alla riduzione del rischio sismico ammessi al Superbonus implica valutazioni di natura tecnica.
In particolare, l’eventuale riconducibilità dell’intervento a quelli ammessi al Superbonus potrà essere valutata dal professionista incaricato tenuto, tra l’altro, ad asseverare l’efficacia dello stesso al fine della riduzione del rischio sismico.

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