Tobin tax: come compensare

    

                                            

    

La società non residente può compensare l’imposta sulle transazioni finanziarie (Itf) con i crediti agevolativi acquisiti attraverso cessione del credito, utilizzando il codice fiscale attribuito in precedenza alla stabile organizzazione liquidata, o nominando un rappresentante fiscale (Agenzia delle entrate – risposta 13 settembre 2022 n. 453).

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che gli adempimenti fiscali connessi all’imposta sulle transazioni finanziaria possono essere eseguiti dai non residenti tramite stabile organizzazione o nomina di un rappresentante fiscale. In alternativa, possono agire direttamente, ma se obbligati alla presentazione della dichiarazione sono tenuti a identificarsi in Italia ai fini fiscali.

Relativamente alla compensazione dei crediti d’imposta acquisiti, deve essere utilizzato il modello F24. In particolare, nella comunicazione all’Agenzia delle entrate della cessione dei crediti, deve essere indicato come cessionario il codice fiscale della società. Ciò determinerà il caricamento dei crediti sull’apposita Piattaforma accessibile dall’area riservata del sito internet dell’Agenzia, a disposizione della medesima società.

La società dovrà, quindi, accedere alla suddetta Piattaforma, al fine di accettare i crediti d’imposta ricevuti e, per certe tipologie di crediti, comunicare anche l’opzione per l’utilizzo in compensazione tramite modello F24.

Ai fini dell’utilizzo dei crediti in compensazione per il pagamento dell’ITF e di eventuali altri debiti della società, il modello F24 dovrà essere obbligatoriamente inviato tramite i servizi telematici dell’Agenzia (Entratel/Fisconline). In altre parole, il modello F24 non potrà essere presentato tramite i servizi telematici bancari e postali (es. home banking); ciò in quanto viene utilizzato in compensazione un credito d’imposta soggetto al controllo preventivo di capienza rispetto al plafond disponibile in capo al soggetto titolare del credito stesso (la società istante, nel caso di specie).

In particolare, il modello F24 potrà essere compilato e inviato secondo due modalità alternative:

– nel modello F24 viene indicato esclusivamente il codice fiscale della società (debitrice dell’ITF e titolare dei crediti d’imposta compensati); il modello F24 potrà essere inviato direttamente dalla società, oppure tramite un intermediario incaricato (es. commercialista, CAF). Per l’addebito dell’eventuale saldo a debito del modello F24 (pari alla differenza tra debiti pagati e crediti compensati) dovrà essere indicato un conto corrente bancario o postale intestato alla società;

– il modello F24 viene inviato dal rappresentante fiscale della società e quindi nel modello F24 sono indicati due codici fiscali. In particolare, come “primo” codice fiscale (il codice fiscale del contribuente) viene indicata la società e come “secondo” codice fiscale (codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare) viene indicato il codice fiscale del rappresentante fiscale, unitamente al codice identificativo “72” (cfr. risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 62/E del 4 ottobre 2013). Il modello F24 potrà essere inviato direttamente dal rappresentante fiscale, oppure tramite un intermediario incaricato (es. commercialista, CAF). Per l’addebito dell’eventuale saldo a debito del modello F24 dovrà essere indicato un conto corrente bancario o postale intestato al rappresentante fiscale.

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